ASM Chieti Solidale

Il Piano di Zona 2007-2009 PDF Stampa E-mail
giovedì 10 settembre 2009

In seguito all’approvazione del Piano Sociale Regionale e alla sua pubblicazione sul B.U.R.A., l’Amministrazione Comunale di Chieti, in quanto Ambito Sociale monocomunale, ha avviato il processo di consultazione istituzionale e sociale per la predisposizione di un Piano di Zona, secondo un iter formativo basato sulla partecipazione e sul coinvolgimento delle varie realtà presenti nell’ambito territoriale.
Il percorso di formazione del Piano di Zona 2007-2009 ha tenuto conto delle direttive strategiche e degli indirizzi del Piano Sociale Regionale, al fine di attivare un processo di programmazione di servizi ed interventi sociali,  che ha come obiettivo la risposta ai bisogni della cittadinanza sulla base di un’analisi partecipata dei bisogni della comunità locale.

Nello specifico, l’iter formativo ha previsto, quale primo momento di avvio, la costituzione e la nomina del Gruppo di Piano da parte del Sindaco (provvedimento n.10251 del 21.02.2007 integrato con atto n.10786 del 23.02.2007), preceduto dall’acquisizione delle designazioni e da incontri preliminari, a carattere sostanzialmente informativo, con rappresentanti della realtà locale, sia soggetti pubblici e istituzionali, sia soggetti privati.
I criteri seguiti per la composizione del Gruppo di Piano sono stati orientati a favorire la più ampia partecipazione ed il coinvolgimento di tutti gli attori sociali (ASL, Provincia, Ministero di Giustizia, Scuola, Volontariato, Cooperazione Sociale, Caritas, ecc.). In particolare è stata assicurata la presenza in misura consistente dei referenti dei servizi ASL, maggiormente coinvolti nel sistema di erogazione dei servizi alla persona, nell’ottica di promuovere una programmazione integrata e condivisa a livello socio-sanitario.
Il Gruppo di Piano, insediatosi  il 27 febbraio 2007, ha proceduto preliminarmente:
- a definire i criteri regolamentari ed organizzativi per il suo funzionamento;
- a stabilire le  modalità di lavoro, con la formazione di sottogruppi per materie (anziani, disabilità, inclusione sociale, famiglia-infanzia-giovani);
- a concordare il calendario degli incontri, con cadenza settimanale.
Il Gruppo di Piano ha assolto alle seguenti funzioni:
- analisi partecipata dei bisogni della comunità locale;
- analisi risultati della precedente programmazione e dell’offerta esistente;
- analisi del contesto sociale;
- stesura del profilo sociale secondo l’iter formativo di cui al punto I.1. della Sezione I;
- definizione degli obiettivi di piano;
- definizione documento di intersettorialità con il coinvolgimento degli Assessori dell’Ente;
- stesura complessiva del Piano di Zona.
È stato infine firmato un accordo di concertazione con le Organizzazioni Sindacali sul Piano di Zona 2007-2009.

Priorità e strategie di Piano
Nell’ambito della programmazione dei servizi e degli interventi sociali, la definizione del profilo sociale locale ha rappresentato l’indispensabile fondamento per la definizione di scelte strategiche e l’individuazione di priorità per una pianificazione sociale locale aderente alle specificità sociali di cui è portatore il territorio sia come bisogno latente che come bisogno espresso.
Il profilo sociale locale ha rappresentato  infatti uno strumento di valutazione  importante, ossia un supporto conoscitivo alla decisione pubblica, mediante l’analisi della composizione socio-demografica, la valutazione della precedente pianificazione, l’analisi dei bisogni espressi dalla popolazione residente nell’ambito.
L’Ambito Sociale n. 30 condivide con il documento di programmazione regionale – Piano Sociale Regionale – la necessità strategica di:
• aumentare la capacità dell’ambito di conoscere per programmare con maggiore efficacia le politiche e gli interventi sociali;
• gettare le basi per la costruzione di una banca dati, di un sistema di monitoraggio, capace di verificare e orientare le scelte dell’amministrazione anche attraverso la valutazione dell’impatto dei servizi sul sistema sociale locale;
• coinvolgere gli attori sociali in una dimensione reticolare finalizzata allo sviluppo della partecipazione consapevole e matura in grado di costruire una coscienza civica solida e solidale, ossia un bacino di capitale sociale per l’Ambito.

Priorità generali di Piano
Le priorità generali di Piano sono state individuate dal Gruppo di Piano attraverso l’analisi del contesto sociale e dei bisogni.
Tale analisi, conformemente alle indicazioni del Piano Sociale Regionale, ha portato il Gruppo di Piano a lavorare su quattro aree prioritarie d’intervento: famiglia-infanzia-giovani, disabilità, persone anziane, integrazione e inclusione sociale, nelle  quali si concentrano i bisogni rilevati in ambito locale, ai quali occorre fornire risposte adeguate, garantendo livelli essenziali di assistenza sociale.
Area infanzia-giovani-famiglia
In tale area le priorità di piano riguardano:
- aumento di carichi assistenziali gravanti sulle famiglie per la cura dei componenti più deboli, che necessitano di azioni trasversali, per il potenziamento della rete dei servizi integrati, per il sostegno alle famiglie, per alleviare il peso di cura;
- necessità di intervento sulle famiglie multiproblematiche con figli minorenni, mediante azioni di sostegno, anche a carattere preventivo, promuovendo la metodologia di lavoro dei progetti personalizzati e la valutazione multidimensionale del bisogno;
- prevenire/ridurre il ricorso alle istituzionalizzazione dei minori in grave difficoltà potenziando gli interventi socio-educativi domiciliari e i servizi intermedi, promuovendo l’affido familiare, implementando azioni di prevenzione in rete con le altre agenzie territoriali (scuola, consultori, unità multidisciplinari, servizio sociale per i minorenni del Ministero di Giustizia, ecc.);
- supportare le famiglie, in particolare quelle che vivono situazioni di difficoltà, con interventi di sostegno alla genitorialità e attraverso un offerta diversificata di servizi e opportunità per bambini e ragazzi, volti alla socializzazione e allo sviluppo educativo.
Area anziani
In tale area il progressivo invecchiamento della popolazione, l’aumento del numero di persone anziane in situazione di non autosufficienza temporanea o permanente, l’aumento della solitudine e dell’isolamento sociale, portano ad individuare le seguenti priorità:
- mantenere gli  anziani con limitata autonomia personale o gravemente non autosufficienti il più possibile nel proprio contesto familiare e sociale, mediante azioni volte ad implementare la domiciliarità degli interventi e a limitare, per quanto possibile, il ricorso all’istituzionalizzazione;
- sostegno alle famiglie con il carico assistenziale di anziani non autosufficienti, mediante il potenziamento della rete dei servizi integrati sociosanitari, domiciliari e intermedi;
- favorire il benessere delle persone anziane attraverso azioni volte allo sviluppo di opportunità ricreative e socializzanti per la conservazione delle capacità psicofisiche,  per prevenire/ridurre l’isolamento sociale, per promuovere un ruolo attivo nella società.
Area disabilità
L’esperienza realizzata nella precedente programmazione e i risultati dell’analisi sulle problematiche e i bisogni delle persone disabili, indicano che la disabilità è una delle aree prioritarie di integrazione socio-sanitaria, per la complessità dei problemi rilevati.
In tale area le  priorità di Piano riguardano:
- consentire il più possibile la permanenza delle persone disabili nel proprio nucleo familiare e contesto sociale, prevenendo o riducendo il ricorso all’istituzionalizzazione, tramite azioni volte a privilegiare e consolidare la domiciliarità e i livelli intermedi dei servizi;
- sostenere le famiglie e alleviare il carico assistenziale riguardante la cura e l’accudimento delle persone con disabilità mediante azioni di supporto;
- promuovere l’autonomia e l’integrazione sociale, la valorizzazione e lo sviluppo delle potenzialità dei disabili e delle persone con disagio psichico mediante azioni specifiche e l’offerta diversificata di servizi ed opportunità.

Area inclusione e integrazione sociale
L’esclusione sociale è un fenomeno sempre più diffuso anche nella nostra realtà territoriale, dove convivono vecchie e nuove povertà e dove si assiste alla crescita del target svantaggiato, composto sia da persone in condizioni di disagio/devianza  grave e conclamato, sia da persone in difficoltà per le problematiche socio-economiche degli ultimi anni (disoccupazione, precarizzazione del lavoro, problemi abitativi, ecc.).
In tale area le priorità di Piano riguardano:
- promuovere l’integrazione delle persone in grave difficoltà nel contesto sociale e lavorativo, mediante azioni volte all’accompagnamento e sostegno, al superamento degli ostacoli di varia natura che portano all’esclusione;
- favorire l’integrazione tra politiche sociali, del lavoro, abitative, della formazione, mediante azioni mirate a carattere intersettoriale;
- aumentare la comunicazione sociale potenziando reti informative e collaborative tra soggetti pubblici e privati, per avvicinare i cittadini, in particolare le persone svantaggiate, per conoscere meglio i bisogni e le situazioni di povertà sommersa, per fronteggiare tempestivamente le emergenze sociali.

Quadro strategico
Le strategie di Piano, volte allo sviluppo del sistema integrato di servizi e interventi sociali, si sostanziano nelle seguenti direttrici.
Livelli essenziali di assistenza sociale (Liveas)
- completare e consolidare l’offerta dei servizi essenziali nel triennio, secondo principi di equità e qualità, per garantire risposte adeguate ed efficaci ai bisogni/diritti delle persone e delle famiglie, attivando, secondo criteri di gradualità, forme di compartecipazione alla spesa in modo differenziato e compatibile con le condizioni economiche delle persone richiedenti.
- incentivare la domiciliarità e il livello intermedio dei servizi per prevenire e ridurre l’istituzionalizzazione  delle persone con fragilità sociale.
Integrazione socio-sanitaria
- migliorare/consolidare l’integrazione socio-sanitaria ai vari livelli, istituzionale, gestionale, professionale, nell’ottica di una prospettiva unitaria nella programmazione sociale e sanitaria, di collaborazione tra Comune e Azienda ASL, per la promozione della tutela della salute;
- consolidare le modalità di lavoro integrate, per la risposta ai bisogni assistenziali complessi, già oggetto di  sperimentazioni promosse dalla Regione che hanno coinvolto l’Ente di Ambito, il Distretto di base e i servizi ASL, promuovendo l’attivazione delle Unità di Valutazione Multidimensionale per tutte le aree prioritarie di bisogno;
- collaborare con l’Azienda ASL per la realizzazione del “Punto Unico d’Accesso” alla rete dei servizi socio-sanitari, quale modalità di accesso unitario ed integrato a disposizione dei cittadini ed operatori, consolidando e implementando l’esperienza attuata da questo Ambito nel corso della sperimentazione del PUA promossa dalla Regione.
Intersettorialità
- promuovere l’intersettorialità a più livelli, sia inter-istituzionale che intra-istituzionale, per sviluppare una programmazione coerente nelle politiche dei servizi, per  promuovere la metodologia del “lavorare insieme” per migliorare la qualità della vita delle persone, favorendo, con adeguati strumenti, l’integrazione non solo tra azioni sociali e sanitarie, ma anche per ciò che concerne la politica della casa, della formazione, del lavoro, dei trasporti, dell’urbanistica e lavori pubblici (spazi urbani, barriere architettoniche, ecc.), politica commerciale e dell’ambiente e più in generale la politica dei servizi

Ultimo aggiornamento ( giovedì 10 settembre 2009 )
 
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